Tradizioni
Bielorussia

Se potessi scegliere un simbolo che distingue con particolare evidenza il mio paese nativo, sceglierei la pianta di lino, con le sue foglie semplici e fiori in grappoli, azzurrini o blu, da cui si ricava la fibra tessile molto apprezzata per la sua resistenza all’uso.

Come d’altronde lo sono i bielorussi, grandi lavoratori, pronti a sopportare le avversità.


La fibra di lino viene usata ampiamente nell’industria tessile per le tovaglie e lenzuola, ma tra i  prodotti tessuti ha ancora oggi importanza il tipico asciugamano (rushnik) che, oltre ad essere un oggetto pratico ed ornamentale, sin dai tempi antichi aveva una funzione rituale. Il rushnik viene usato tutt’oggi come un centro tavola nelle circostanze  solenni oppure il portapane durante le cerimonie, soprattutto nell’accogliere gli ospiti di riguardo, nel rito sposalizio.


Ci sono tante versioni che tentano di spiegare il nome “Belarus – Bielorussia – Russia Bianca – Rutenia Alba- Rutenia Bianca”.  Alcuni ritengono derivi dal color del costume tradizionale, altri dalle sabbie che coprono gran parte del paese.


Quella che mi piace di più narra che nei tempi delle orde azzurre e d’oro, durante le lotte tra le dinastie Mongole – Turche, quando tutto il territorio dell’impero Russo fu preso d’assalto, devastato e bruciato, l’unico a resistere, a rimanere libero e non pagare il tributo  fu Bielorussia, Russia Bianca, Russia libera, Russia non conquistata. Penso sia stata l'unica volta che Bielorussia rimase non toccata dalla sorte.


La sua posizione geografica  (La Repubblica di Belarus è situata nel centro dell’Europa. Confina ad ovest con la Polonia alla quale  è legata in modo particolare, a nordovest con la Lituania, ad est e nordest confina con la Russia e a sud con l’Ucraina) l’ha fatta esporre ad ogni nemico, l’ha fatta diventare una fortezza sempre pronta a combattere, l’ha fatta sviluppare una resistenza imparagonabile alle difficoltà con la voglia indistruttibile di cominciare tutto ancora una volta da capo. Durante la prima guerra mondiale i Tedeschi penetrarono nel paese si spinsero sino alla capitale – Minsk.


Durante al seconda guerra mondiale il paese fu occupato dai Tedeschi dal 22 giugno 1941 fino al 3 Luglio 1944. Pur inferiori di numero e carenti di aerei e artiglierie, i bielorussi contrastarono l’avanzata per quasi due mesi. Un tempo prezioso per consentire all’Armata Rossa di riorganizzarsi. I calcoli di Hitler di raggiungere il Volga nel giro di solo 8 settimane, vennero quindi sventati anche con il contributo dei bielorussi, ma al prezzo molto alto. Le perdite conteggiate alla fine del conflitto sarebbero risultate molto pesanti, di proporzione tra le più alte nei paesi aggrediti dalla Germania:


810 mila militari morti nel lager, 1 milione e mezzo di civili finiti dall’inedia e dalle fatiche nei campi di lavoro o vittime di strage, complessivamente oltre 2 milioni e mezzo su poco più di 10 milioni di abitanti.


La resistenza cominciò a svilupparsi mentre procedeva l’occupazione. L’apporto dei partigiani nel rendere difficile la vita all’occupante fu di grandissima importanza sia dal punto di vista psicologico – incidendo sul morale dei soldati nemici – sia sul vero e proprio piano militare. La resistenza bielorussa oltre alla definizione della guerra patriotica e popolare è stata qualificata come “guerra della rotaia” date le sistematiche azioni di sabotaggio del sistema ferroviario.

Usi e costumi

Le poesie in russo e italiano di Olga Gladiscieva

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